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Diventare wedding planner

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Diventare wedding planner: una professione che attira molte persone, ma a volte si ha una'idea un po' differente dalla realtà.

Dopo ormai dieci anni di attività in cui ho visto tante persone dirmi "vorrei diventare wedding planner" e ne ho viste altrettante cambiare idea facilmente... penso sia opportuno scrivervi alcune cose... Ovviamente non per farvi cambiare idea ma per rendervi partecipi della realtà.


diventare wedding planner



ISEE – PERCHE’ FARLO, E A COSA SERVE.

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Che cos’è l’Isee?


E’ L’INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA EQUIVALENTE e costituisce il principale strumento di accesso alle prestazioni agevolate, con lo scopo di permettere una valutazione sulla condizione economica null’intero nucleo familiare.
Possono farlo tutti i cittadini residenti in Italia.
L'Ise (indicatore della situazione economica) è un parametro che determina la situazione economica del nucleo familiare e scaturisce dalla somma dei redditi e del 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare di tutto il nucleo familiare. L'Isee (indicatore della situazione economica equivalente) scaturisce invece dal rapporto tra l'Ise e il parametro desunto dalla scala di equivalenza (stabilita dalla legge) che varia in base al numero e alla qualità dei componenti del nucleo familiare. I due indicatori vengono calcolati sulla base dei dati indicati sulla dichiarazione sostitutiva unica (DSU) che ha la validità di un anno a decorrere dal rilascio e vale per tutti i componenti del nucleo familiare.


ISEE – PERCHE’ FARLO, E A COSA SERVE.


730/2018 – PERCHE’ FARLO E ENTRO QUANDO

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Informazioni sul 730 


In questo periodo, per quanto riguarda il mio lavoro, ci troviamo nel periodo più caldo dell’anno, ovvero quello della dichiarazione dei redditi, più comunemente chiamato 730.
Secondo quanto stabilito dal sistema tributario italiano, dovrebbero effettuare la dichiarazione dei redditi tutti i contribuenti che hanno posseduto nel 2017 come stabilito dall’art. 7 del Tuir: 

a) redditi fondiari; 
b) redditi di capitale; 
c) redditi di lavoro dipendente; 
d) redditi di lavoro autonomo; 
e) redditi d'impresa; 
f) redditi diversi.

730/2018 – PERCHE’ FARLO E ENTRO QUANDO



NASPI (DISOCCUPAZIONE) - DIMISSIONI ENTRO IL PRIMO ANNO DI NASCITA DEL BAMBINO

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Qualche utile informazione sulla NASPI e sulle dimissioni entro l'anno del bambino

Le mamme che hanno un lavoro corrispondono a circa il 48,9%, ma molte lo lasciano con la nascita del primo figlio. Basti pensare che solo nel 2016 il 78% delle richieste di dimissione convalidate dalla Direzione Territoriale del Lavoro ha riguardato le lavoratrici madri, e ben il 40% delle domande è stato motivato dalla difficoltà di conciliare il lavoro con le esigenze dei figli, nelle fasce di età comprese tra i 26 e i 35 anni e tra i 36 e i 45 anni. Purtroppo questo scaturisce dal fatto che ad oggi c’è ancora un grande divario tra i salari percepiti da uomo e donna, non ci sono abbastanza asili nidi pubblici e quelli privati non tutti possono permetterselo visto l’elevato costo delle rette e spesso, ancora oggi, vi è la mancata concessione del part time.

NASPI (DISOCCUPAZIONE) - DIMISSIONI ENTRO IL PRIMO ANNO DI NASCITA DEL BAMBINO



La stanchezza delle mamme: l’effetto burn-out

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Cos’è il burn-out? E cosa c’entra con le mamme?


Avete mai sentito parlare di burn-out? Il termine burn-out (letteralmente esaurimento), impiegato principalmente in ambito lavorativo, è stato per la prima volta utilizzato da H. Freudenberg per parlare di ciò che accade ai lavoratori quando le condizioni di lavoro raggiungono livelli di stress tali da incidere notevolmente sulle performance lavorative e sulla salute degli individui. Freudenberg (1974) parla di burn-out come di “annullamento della motivazione o l´incentivazione specialmente quando la dedizione data al proprio obiettivo (compito o relazione) non riesce a provocare il risultati desiderati”. Un lavoratore che “va in burn-out” non trova la forza di alzarsi al mattino e di affrontare con energia la giornata; si sente perennemente stanco, si sente impaziente e intollerante verso ciò che gli accade e che lo circonda, con conseguente difficoltà nella gestione delle emozioni (pianti improvvisi, scoppi di rabbia apparentemente immotivati) e difficoltà nelle relazioni interpersonali, che appaiono impoverite; ha sempre malesseri fisici di diversi livelli di gravità (dalla febbre, al raffreddore, al mal di testa, a disturbi più importanti) a causa dell’abbassamento delle difese immunitarie; non è motivato nel proprio lavoro e per questo è inefficiente e insofferente ai propri compiti.


La stanchezza delle mamme: l’effetto burn-out

IL NOSTRO FUTURO LAVORATIVO? SARA' IMMERSO NEL VERDE ...

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Il nostro futuro lavorativo sarà immerso nel verde anche in città.

Il lavoro del futuro sarà un ritorno alle origini, ad un’esperienza sensoriale forte e coinvolgente. Un ritorno ad un contatto fisico e visivo con la natura, anche nei contesti lavorativi più prettamente urbani.
Nell’ufficio del futuro il colore predominante sarà il verde. Non quello delle pareti o degli arredi ma quello di piante e fiori. Avete capito bene!
La natura farà di nuovo capolino nelle nostre metropoli con inserimenti tipicamente urbani.
Avete presente il Bosco Verticale di Milano? Ecco un esempio di come è stato sviluppato il concetto di edificio vivente a soli 2.5 km da piazza Duomo!

Il nostro futuro lavorativo sarà immerso nel verde
picture by Joblogs

Mamme e lavoro. E' mamma? Allora le faremo sapere...

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Mamme e lavoro

In Italia, solo negli ultimi anni, circa 800 mila donne sono state licenziate o costrette a dimettersi. Almeno 350 mila sono state discriminate per il loro essere MADRI. A tantissime altre, per la stessa ragione, non viene nemmeno concessa un'opportunità. 

ITALIA, SETTEMBRE 2017

Da bambina ero sicura che negli anni con il 2 davanti avrei guidato una macchina volante. E invece, nel 2017, ancora tante donne sono discriminate sul lavoro perché MAMME. 

Una mamma ha due doveri: preoccuparsi ed evitare di farlo. E.M Foster 

picture by Joblogs 

LAVORO DA CASA: come organizzare il tempo e gli spazi di un home-office

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Per forza o per merito abbiamo centrato un obiettivo: 

LAVORARE DA CASA

Ma questa condizione di privilegio ha, insieme a tantissimi vantaggi, anche alcuni aspetti da curare ogni giorno per non “perdersi”.
Prima di tutto occorrerà  una grande costanza e un’ottima organizzazione per far si che il lavoro scorra fluido. Ma andiamo con ordine:

AGENDA

Tenere un’agenda dettagliata con un piano settimanale è il primo step per partire con il piede giusto.
Quindi via libera alla scelta del planner più colorato e accattivante che ci faccia venire voglia di riempirlo di mille impegni, ma tutti rigorosamente ordinati e pianificati.


Lavoro da casa come organizzarsi

Professione: Mamma

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In questi giorni  ho fatto una scelta molto importante e a dir di molti, molto coraggiosa visti i tempi e la mia età: per un po' smetterò di lavorare. Mi dedicherò ai miei cuccioli e a reinventarmi.
Se quindi, come me, siete donne che avete scelto la famiglia e non la carriera, dovreste sapere bene cosa accade quando pronunciate la fatidica frase:

"no, non lavoro, sono una mamma full time"

Professione Mamma
copyright by aimperfectmom


Mamma che borsa!

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Come organizzare la borsa di una mamma

Al mattino esco con due bimbi di età ed esigenze diverse, devo portare in giro di tutto e sempre perchè lo sapete meglio di me: quella volta che non lo porti è proprio quella che ti serve! E senza è una tragedia.. 

La mia borsa ormai somiglia ad un trolley e devo organizzarmi bene se voglio trovare qualcosa! Sto diventando una grande fun di pochette e beauty per tenere più o meno ordinate le cose, in rete ci sono molte cosine handmade di creative che possono aiutarmi nel mio girovagare quotidiano.

Primo step: separare cose di lui da quelle di lei? Con le pratiche bustine personalizzate di Atelier della Creatività ho risolto la mischia di laccetti per capelli, ciucci e sonaglini da bebè! E ancora un'altra piccola pochette con un bavaglino e un cucchiaino per una merenda al volo. 
Liliam realizza le sue pochette in cotone, sono personalizzabili, pratiche e facilmente lavabili.

www.atelierdellacreativita.com


SEI MAMMA? E IO TI LICENZIO

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Chi diventa mamma sa di vivere un'esperienza che cambia la vita e la catapulta in una dimensione unica e ovattata. I ritmi rallentano, il corpo cambia e l'anima si sdoppia in un'esperienza totalizzante.
Tra fatiche immense e immense gioie, i mesi passano e arriva il momento di riprendere contatto con il mondo: quello fatto di orari, corse, scadenze e incastri impossibili di impegni degni del livello 5 del Tetris.

Il rientro al lavoro è un momento fortissimo a livello emozionale: ci si trova un po' diverse, in un ambiente che non si è fermato e che risulta al primo impatto strano ed estraneo. La testa è per la maggior parte del tempo lontana e l'anima si spacca in due. 
E' necessario un periodo di inserimento, proprio come quello dei nostri bimbi a scuola, ma in un  luogo tutt'altro che accogliente ed amorevole. 

copyright mammaaiutamamma.com

Io sogno il mio "Baby Boom"

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Sono una sognatrice, da sempre. Forse ho visto troppi film disney, forse troppe commedie romantiche. Sono un tipo moderno, non potrei fare a meno del mac, dello smartphone, ma ho molto spesso la sensazione di aver sbagliato epoca in cui nascere.
Me ne rendo conto ogni qualvolta sono in cucina, tv sintonizzata su un programma leggero, pentole alla mano, fornelli accesi. Il mio angolo sicuro.

MAMME IN CAMBIAMENTO!

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Essere mamma è sicuramente la gratificazione per eccellenza, indescrivibile direi, non sempre però è tutto! Non fraintendetemi è bellissimo potersi dedicare nella totalità ai propri figli, perchè si è fatta la scelta (probabilmente più giusta che si riteneva fare) di dedicarsi solo ed esclusivamente a loro, io per prima, decisi di godermi i loro primi anni di vita, per paura di perdere quegli attimi irripetibili della loro e della mia esistenza; oggi che i miei figli sono in età scolare, decido di aprirmi al cambiamento e iniziare a riprendere in mano le redini di una vita che per mio errore avevo totalmente annullato.


DATECI NUOVI STIMOLI (E UN GELATO CHE NON FA INGRASSARE)

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Adoro la scena di Pretty Woman in cui Richard Gere dice a Julia Roberts "sei bellissima quando non ti agiti". Ho sempre pensato che inquadrasse perfettamente l'universo diviso in due: le donne, imprevedibili e agitate per natura, e gli uomini che questa ansia male la sopportano o proprio non la capiscono. 
Il problema è che noi donne veniamo da Venere e spesso chiediamo la Luna: insomma, si sa che troppi pianeti insieme fanno un gran casino !


Non guardare l’orologio è il mio atto di ribellione. NON AVERE FRETTA, Il lusso della nostra era targata Duemilasedici.

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Non guardi mai l’orologio! Questo è il rimprovero che il padre dei miei figli, Simone, mi fa continuamente e, vi dirò, ha ragione.
Per chi mi conosce, sa che ho l’ascendente in vergine non a caso: sono perfettina e ho la sindrome della brava bambina. Se c’è una regola, io la rispetto. Odio essere in ritardo, eppure mi capita di esserlo, ahimè! Le mie cose hanno sempre un loro ordine preciso: quando vivevo ancora con i miei, per esempio, e mia sorella prendeva qualcosa di nascosto dall’armadio, immancabilmente me ne accorgevo subito. Giuro! Senza ricorrere a trucchetti stile C.S.I. Semplicemente perché lei, spostava qualcosa in modo quasi impercettibile. Quasi.
Eppure sono anarchica e ribelle anche io. Come? No, piuttosto con cosa: il tempo, appunto.
Non guardare l’orologio è il mio atto di ribellione.



5 COSE CHE DOBBIAMO A NOI STESSE

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5 COSE CHE DOBBIAMO A NOI STESSE: una volta tanto lavoriamo per noi...


Settembre è da sempre il mese dei buoni propositi. Si rientra dalle vacanze rilassati e carichi di energia positiva, sicuri che l'avvicinarsi dell'autunno con le sue giornate più corte non potrà che riservarci un mare di novità: un fisico più asciutto, più tempo per la famiglia e (perché no!?) anche qualche guadagno extra o una nuova interessante opportunità lavorativa. 
INSOMMA: SETTEMBRE E' UFFICIALMENTE IL NUOVO GENNAIO 
Il mese del "tutto è possibile, basta volerlo!"

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INSEGNARE IL RISPETTO E' UN DURO LAVORO (ma tutti dobbiamo farlo!)

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Anche in questi mesi estivi, nel periodo più leggero e spensierato dell'anno, la cronaca ci riporta alla realtà con fatti pesanti come un macigno da digerire e da comprendere. Ancora tante donne vittime di mostri nascosti dietro i volti rassicuranti di mariti, compagni, amanti ...
Come nelle favole il lupo cattivo è sempre dietro l'angolo. E, purtroppo, non basta evitare la selva oscura per sperare di non incontrarlo: perché la sua tecnica crudele è spesso quella di nascondersi tra le rassicuranti mura domestiche.
Quanto questa notizie mi lascino impietrita e mi facciano sentire piccola e inerme è superfluo spiegarlo o scriverlo...
Ma c'è un pensiero che si insinua con prepotenza nella mia testa: sono mamma di due stupendi bambini e con la loro educazione posso provare a fare la differenza. E con il mio esempio posso tentare di renderli donne consapevoli e uomini rispettosi. Perché ogni uomo che offende, umilia e prevarica e ogni donna che non crede di meritare il rispetto di chi dice di amarla, forse il rispetto non lo ha vissuto, non lo ha respirato o non ha saputo impararlo a sua volta.

"La via per imparare è lunga se si procede per regole, breve ed efficace se si procede per esempi" L.A Seneca 

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IN HER SHOES: SCUSATE SE FACCIO IL MESTIERE PIU' BELLO DEL MONDO

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Il lavoro visto con gli occhi dei miei bambini

No, giuro, non sono impazzita! E non sono nemmeno stata colta da un improvviso delirio di onnipotenza o da un travaso di autostima...
Oggi è stata una giornata allucinante: troppi intoppi, troppe cose da fare, troppe responsabilità e, diciamocelo, mi sono sentita sola e abbandonata a me stessa come il piccolo principe in mezzo al deserto senza la sua rosa.
Poi sono tornata a casa e per prima cosa mia figlia mi ha abbracciato e ha indossato le mie scarpe con il tacco (a 4 anni le indossa molto meglio di me!), mi ha guardato con occhi sognanti e mi ha detto "quanto sei fortunata a poter indossare i tacchi tutto il giorno al lavoro..." e io "hai ragione amore mio" - se solo le mie caviglie la pensassero come lei -

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TORNARE AL LAVORO SENZA (RIM)PIANTI

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Come tornare al lavoro dopo la maternità senza troppi rimpianti

Per una strana coincidenza Giugno è stato un mese di bilanci per entrambi i miei congedi maternità anche se per motivi ben diversi: per Christian decidevo di prolungare fino al limite possibile il tempo da trascorrere con lui, per Nicole constatavo a malincuore che il lavoro mi aspettava dopo le vacanze estive... Immagino molte di noi alle prese con una tra le tante decisioni difficili della nostra vita di donne non più sole, non più indipendenti, non più solo in carriera e più semplicemente MAMME.
Grazie ad una pianificazione degna della battaglia di Gettysburg abbiamo con largo anticipo individuato la soluzione migliore. Che siano i nonni, il nido o una tata a prendersi cura del nostro cucciolo poco importa se la nostra decisione ha rispettato una regola fondamentale: quella di farci sentire tranquille e fiduciose delle mani a cui affidiamo il nostro bene più prezioso.
Perché i nostri bimbi come spugne assorbiranno la nostra serenità e questo sarà il primo, importantissimo passo.

"Il segreto per andare avanti è iniziare" cit. 





Lamentele ordinarie di una mamma che lavora, e non.

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Sono stata una mamma casalinga (e può essere che un giorno presto o tardi ritornerò tale grazie ai nuovi bellissimi contratti che chiamare precari è un eufemismo) e so per certo che una mamma che sta a casa si fa un mazzo enorme, non retribuito, non riconosciuto e con nessuna realizzazione personale, od almeno io l'ho vissuta così. Perché nessuno ti dice brava o grande continua così quando fai solo la mamma, tutto sembra dovuto e naturale... anche quando magari non lo è affatto.


Sono stata e sono nuovamente e spero di continuare ad esserlo... una mamma che lavora e posso ancora confermare che una mamma che lavora, oltre al mazzo della mamma casalinga, si aggiunge (si aggiunge, non sostituisce) il mazzo che ci si fa al lavoro. 
Quindi dopo essere uscite più o meno esauste dalla giornata lavorativa si arriva a casa ed a nessuna faccenda domestica interessa che tu avresti solo bisogno di riposarti almeno cinque minuti, nessuna necessità dei nostri figli, giustamente, aspetta che noi tiriamo il fiato due secondi... e spesso non si riesce a finire le mille cose che questa vita ti presenta, e nell'unico giorno in cui potresti riposare, lavori nuovamente... lavi stiri, ordini, pulisci, fai la spesa e tutto il resto.


Ma non sto scrivendo grandi rivelazioni, chiunque abbia una famiglia sa che le cose vanno così, e bisogna in qualche modo farsele andare bene, nel bene e nel male, nelle gioe e nelle difficoltà seppur lamentandosi si affronta la vita di tutti i giorni ringraziando di avere la fortuna di avere una casa, una famiglia e la possibilità di lavorare.

Eppure c'è ancora la considerazione generale che "ah beata te che lavori e non stai a casa tutto il giorno, non sai che inferno" si lo so, e si moltiplica lavorando, nessuna mamma che lavora non lavora anche in casa (per lo meno non quelle con la mia stessa fascia di reddito).
E per questo io mi lamento e ne ho tutto il sacrosanto diritto, perché non avere più tempo per se, lavorare no stop tutto il giorno di tutti i giorni (in casa e fuori o con i bimbi; perché si, anche fare la madre non è affatto una passeggiata), non avere neanche un minuto per le proprie passioni, ridurre la vita sociale al minimo sindacale, e tutto questo preteso con il sorriso stampato dalla mattina alla sera non è umanamente possibile e alle volte fa davvero arrivare a livelli estremi di nevrosi.


Detto questo si va avanti (sempre lamentandosi ovvio) grazie a piccoli momenti che ti fanno ricordare quanto può essere bella la vita, ad esempio quando tua figlia rovescia un intero piatto di pasta al pomodoro sul pavimento tirato a lucido... oppure quando alla sera, mortammazzata mi sbaciucchio e mi abbraccio la mia piccola famigliola che anche se mi fa diventare matta, amo follemente.
Fonte: Mamme e lavoro



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