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Quando ricorrere allo psicologo per i bambini

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Cosa fare se si notano segnali di disagio o cambio del comportamento nei bambini 

In questo periodo di forte stress e di incertezze per tutti, parliamoci chiaro, questo 2020 è iniziato male e non sembra finirà meglio purtroppo, siamo tutti sotto pressione, chi più chi meno, comincia ad accusare i colpi della situazione che la costante angoscia e incertezza sul futuro provoca non solo negli adulti, ma anche nei bambini, che purtroppo, sono diventati, a quanto pare, il capro espiatorio di tutti i problemi legati alla pandemia, e che si sono visti togliere tutti i loro diritti, prima la scuola, poi lo sport, poi i giochi con gli amici... 

In questo periodo difficile, i bambini, se all'inizio sono stati tranquille e sereni nel vivere la quotidianità più a stretto contatto con i genitori, a lungo andare hanno sentito la mancanza della vita di prima, della socialità e della condivisione con i loro pari. Hanno dovuto imparare nuove regole di convivenza con gli altri e vivono costantemente l'ansia di una nuova chiusura della scuola e di tutti il resto. Tutto questo si aggiunge alle normali problematiche che un bambino deve affrontare nell'età evolutiva (4-11 anni).


Quando ricorrere allo psicologo per i bambini

Molteplici aspetti della "fisiologica" paura del parto

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La paura del parto in gravidanza


La paura del parto, che può avere connotazioni molto varie, è normale, provata da tutte le donne, sia da quelle che non l’hanno ancora vissuto che da chi ha già figli. 
In base alla propria storia e alla propria personalità, ognuna la vive con intensità e sfumature particolari.
Il parto è un evento che si presenta in modo sempre diverso anche per la stessa donna, in quanto influenzato da molteplici variabili psicofisiche che riguardano sia la madre che il bambino. Tra di esse non vanno trascurate le fantasie che variano, anche nel corso di una stessa gravidanza, in base alla situazione psicologica che vive la madre.
È interessante ricordare che le donne che hanno più figli, oltre a notare le differenze vissute da una gravidanza all’altra, spesso sottolineano come sia stata diversa l’attesa del parto, come le paure siano cambiate, e non solo per influenza dell’esperienza precedente, ma per lo stato d’animo con cui sono arrivate a quel momento.

paura del parto



Il bebé: una piccola sanguisuga che stimola l'aggressività materna

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Può sembrare un modo poco carino di definirlo tanto che, quando usavo questo termine nei corsi di preparazione alla nascita, venivo guardata male, manco fossi una strega che detesta i bambini!
Quante volte però, a distanza di settimane o di mesi, molte di quelle mamme che non condividevano il mio appellativo mi hanno telefonato, per dirmi che avevo ragione e spesso per chiedermi un appuntamento per poter parlare di quella strana e inimmaginabile sensazione che a volte provavano e che le spaventava tanto da non poterla condividere né in famiglia nè con le amiche: l’aggressività verso la loro adorata creatura!


Il bebé: una piccola sanguisuga che stimola l'aggressività materna


Anche l’aggressività è una componente dell’amore materno

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L’aggressività è una componente dell’amore materno, anche se nella maggior parte dei casi si tende, sbagliando, a negarla con tutte le forze e a sopprimerla. Questo succede perché l’amore materno è oggetto di un’idealizzazione non certo positiva, che vede le madri come persone perfette, che vivono dei sentimenti di amore totale per i figli.


Quando una donna diventa madre si tende erroneamente a pensare che viva già in maniera intensa l’istinto materno e che ami profondamente la creatura che ha appena messo al mondo. Questa situazione è solo una parte del complesso universo che è il rapporto madre – bambino, una diade nella quale intervengono anche sentimenti di aggressività e frustrazione che la madre rivolge sia al figlio sia a se stessa.

Disagi e difficoltà legati allo sviluppo psicologico del bambino

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Lo sviluppo psicologico del bambino è un percorso senza dubbio molto affascinante, che vede il piccolo riconoscere la propria individualità e comprendere il ruolo che ha nel mondo.

Per tutte le mamme con cui ho a che fare ogni giorno si tratta di una scoperta speciale, che può però essere caratterizzata da momenti di difficoltà. Sono affrontabili? Certamente sì, soprattutto se si ha alle spalle la volontà di informarsi e di non lasciarsi prendere dalla paura e dall’istinto quando ci si accorge che il proprio bambino, molto probabilmente, sta vivendo una situazione di disagio psicologico.


L'importanza del supporto psicologico durante la gravidanza

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La gravidanza è una fase della vita della donna contraddistinta da cambiamenti che non riguardano solo l’aspetto biologico e fisico, ma anche quello emozionale. Quando una donna in dolce attesa o desiderosa di diventare mamma entra nel mio studio mi rendo conto sempre di quanto ogni gravidanza sia un mondo a sé, un percorso totalmente diverso dalle altre esperienze di gestazione.



Si vive con attorno tantissimi esempi di madri, ma quando arriva il proprio turno i dubbi e le paure si rincorrono. Per questo motivo è fondamentale non trascurare il supporto psicologico durante i nove mesi di attesa, soprattutto quando si fanno sentire alcuni segnali di allarme specifici.
Quali sono? I più importanti riguardano senza dubbio il rapporto con il corpo che cambia. Soprattutto nelle gravidanze non programmate capita infatti di vivere con ansia i mutamenti che vedono protagonista il corpo durante i nove mesi dell’attesa.

In casi come questo, quando anche una minima imperfezione diventa motivo di tristezza e angoscia, risulta opportuno rivolgersia un terapeuta, ponendosi l’obiettivo principale di evitare ricadute sull’autostima nel post partum, un periodo delicatissimo durante il quale la serenità della mamma è fondamentale per la crescita equilibrata del bambino, che scopre il mondo anche attraverso le scelte e gli atteggiamenti della persona adulta che nel primo anno di vita gli è più vicino.
Un capitolo molto importante quando si parla di supporto psicologico in gravidanza riguarda la sessualità. Tra i punti che mi vengono presentati con maggior frequenza dalle future mamme che mi chiedono aiuto c’è l’opposizione tra sessualità e maternità, la difficoltà a conciliare anche solo mentalmente questi due piani.

Quando sorgono domande di questo tipo è vitale per la coppia e per la serenità della donna consultare un terapeuta e, in alcuni casi, optare per un percorso comune con il partner, scelta che può rivelarsi congeniale per migliorare la qualità del dialogo.

La gravidanza è innegabilmente un momento di ridiscussione quasi totale del proprio vissuto. Vivere delle situazioni di crisi interiore e ripensare anche a esperienze passate che hanno svolto un ruolo di particolare importanza a livello formativo ed emozionale è più che normale, anzi è sano e naturale.

In queste occasioni è possibile apprezzare pienamente i risultati di un percorso psicologico, che diventa un iter di supporto per migliorarsi e per prepararsi in maniera completa alla relazione più duratura della vita, ossia quella con il proprio figlio.


Adesso aspetto nei commenti l’esperienza delle future mamme, che può essere di grandissimo aiuto a tante donne che hanno appena iniziato il meraviglioso percorso dell’attesa!
Mamma aiuta Mamma