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Libri per crescere: Possiamo cambiare il mondo

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Possiamo cambiare il mondo di Rossella Kohler - Edizioni Mondadori 

Oggi voglio parlare di un libro per bambini che tratta un tema di grande attualità ovvero l'agenda 2030.

Il progetto nato nel 2015 si prefigge di migliorare la vita del nostro pianeta e di tutti i suoi abitanti. Non è stato semplice individuare in quali campi fosse più urgente intervenire ma alla fine sono stati individuati 17 obiettivi globali. 

Globali perché validi per tutti, questi obiettivi spaziano dall'economia all'ambiente alla collaborazione fra gli Stati. 

Entro l'anno 2030 devono essere raggiunti risultati significativi su tutti i 17 obiettivi e in tutte le parti del mondo. 


Possiamo cambiare il mondo


Genitori & Figli: crescere insieme in modo consapevole. Un ambizioso progetto pedagogico in 50 volumi

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Genitori & Figli: un'opera per crescere assieme come genitori e famiglie consapevoli e felici.


Essere genitori è un dono bellissimo, ricco di tanti momenti gioiosi e pieno di soddisfazioni, è meraviglioso vedere i bambini crescere ed imparare ma allo stesso tempo, per noi genitori, è anche un periodo pieno di responsabilità e momenti difficili nei quali, spesso, non si sa bene cosa fare, mille dubbi ci assalgono e trovare la giusta risposta non è così semplice e scontato per tutti. 

Il mestiere del genitore è davvero il più difficile di tutti, ed è per questo, che è fondamentale affidarsi alle persone (esperti e competenti) e agli strumenti giusti per trovare le risposte ai quesiti che ogni genitore, prima o poi dovrà affrontare.
Capita a tutti di sentirsi inadeguati ed insicuri di fronte al pianto disperato di un neonato o all'ennesimo capriccio di un duenne. 


Genitori & Figli: crescere insieme in modo consapevole
Genitori & Figli: crescere insieme in modo consapevole



METODO MONTESSORI: l'ambiente preparato

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L'"ambiente preparato" è uno dei principi cardine del Metodo Montessori. 

Per la dott.ssa Montessori "l'ambiente è maestro di autonomia, necessario e funzionale ad aiutare il bambino a fare da solo". L'ambiente deve essere quindi molto curato e capace di portare il bambino verso la propria maggiore indipendenza dall'adulto.

Come i genitori possono implementare a casa fin dalla nascita questo ambiente preparato?
ECCO QUALCHE CONSIGLIO PRATICO


METODO MONTESSORI: l'ambiente preparato



Il gioco destrutturato

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Il gioco destrutturato è tutto ciò che non è nato con la specificità di essere un giocattolo.

Stimola la creatività, la fantasia e lascia libero il bimbo di immaginare e di creare mondi fantastici.

Conchiglie, muschio, vetrini, legnetti, pigne, gusci di noce...
Gli elementi che troviamo in natura possono essere considerati giochi destrutturati con i quali i bambini possono creare paesaggi, inventare storie...

Il gioco destrutturato


QUASI 100 ANNI DALLA NASCITA DI GIANNI RODARI

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Gianni Rodari scrittore e poeta specializzato in letteratura per l'infanzia


Lo scorso 23 ottobre sarebbe stato il compleanno di Gianni Rodari: avrebbe compiuto 99 anni e già da ora, in rete, si possono trovare varie iniziative in vista del prossimo anno, quando si festeggeranno i 100 anni dalla sua nascita (QUI alcune info).

QUASI 100 ANNI DALLA NASCITA DI GIANNI RODARI
Fonte: Pinterest


UTILITA' E DIFFICOLTA' DI DIRE NO AI BAMBINI

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L'importanza del dire NO ai bambini

Le generazioni passate sono state spesso condizionate dai no dei genitori, che a volte senza ragione hanno impedito loro di fare ciò che volevano, anche se si trattava di cose sensate e “normali”.
Oggi invece si assiste alla crescita di nuove generazioni a cui i no vengono risparmiati, al punto tale di avere spesso bambini incapaci di tollerare le più piccole frustrazioni, che se non in famiglia, almeno nella società in cui vivono devono saper affrontare.

Il divieto espresso dal No può essere visto in modi diversi: 

  • Come un dato di realtà con cui il bambino deve fare i conti. Man mano che cresce infatti deve essere in grado di uscire dal suo mondo fatto di desideri e fantasie per riconoscere e adeguarsi alla realtà in cui vive, che non sempre può essere manipolata in base alle sue esigenze.
  • Come un aspetto poco gradito del genitore che gli fa capire che in ogni persona coesistono tante diverse sfaccettature, più o meno piacevoli, che smuovono sentimenti ambivalenti.
UTILITA' E DIFFICOLTA' DI DIRE NO AI BAMBINI

Avvicinarsi alle lettere giocando: “L’Alfabeto” dì Clementoni

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Come in tutte le cose, anche per quel che riguarda i primi approcci alla lettura e alla scrittura, credo sia necessario osservare il proprio figlio, la sua curiosità intellettiva. Sono dell’idea che, citando il titolo di un libro famoso, “il bambino sia competente”, e che quindi, sia importante osservarlo e assecondare le sue attitudini.
Al contrario, non credo serva a molto forzare. Così come fare le gare a “mio figlio ha tre anni sa dieci lingue, legge perfettamente e scrive poemi”.


Avvicinarsi alle lettere giocando: “L’Alfabeto”

Giochiamo con i libri

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Giochiamo con i libri: una benda e qualche libro e il divertimento è assicurato!

Ci sono pomeriggi in cui Carolina non sa che fare, e questo capita soprattutto quando non ha in programma nessuna attività pomeridiana. Si aggira per casa senza far nulla. Ah sì, qualcosa fa: ruote, capriole, verticali, rovesciate, passando dal lettone al divano.
“Carolina smettila, non sei in palestra. Se cadi, ti fai male”.
Qualche giorno fa, dopo l’ennesimo rimprovero non andato a buon fine, le ho proposto un gioco che avevo in mente già da un po’.
Giochiamo con i libri!
“Mamma ma i libri si leggono, mica si gioca con i libri!”
Senza spiegarle nulla, l’ho bendata, e già questa cosa l’ha incuriosita moltissimo; poi, dopo aver scelto tre libri dalla sua piccola biblioteca, le ho spiegato in che cosa consistesse il gioco:
“La mamma adesso aprirà a caso un libro. Ti leggerò una frase e tu dovrai indovinare il titolo. Poi dopo mi benderò io, tu sceglierai tre libri e farai lo stesso. Chi vincerà?”

Giochiamo con i libri


Una gita tra il verde: l'orto botanico di Bergamo

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Finalmente è arrivata la primavera. E naturalmente la bella stagione si accompagna ad una maggiore quantità di luce, all’incremento del calore dell’aria e, in via proporzionale, alla voglia di uscire - o meglio scappare - dalle proprie tane e scoprire il meraviglioso mondo che ci circonda, specialmente se in casa è presente anche uno o più bambini.

Si ricominciano così ad organizzare le gite fuori porta alla riscoperta di luoghi creati dall’uomo, come ad esempio le numerose città d’arte delle quali il nostro Paese è pieno, o di meravigliosi paesaggi naturali, a loro volta presenti in grandissimo numero in Italia. Oggi però voglio consigliarvi un’escursione in un luogo dove la mano dell’uomo è servita a valorizzare ancora di più la bellezza della natura, dove poter godere appieno di uno dei spettacoli caratteristici di questo periodo: la fioritura di tanti boccioli colorati, simbolo della vita che rinasce proprio in primavera. Sto parlando naturalmente di un orto botanico, più precisamente dell’orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”.

Bergamo orto botanico


Quando i tuoi figli usano il tablet meglio di te

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"Mattia, 3 anni fatti a gennaio, sa usare l' iPad e YouTube meglio di me!"
La madre perfetta del momento, sentite le mie parole, parte subito con: "Orrore! Che madre! E poi, hai mai messo su google le parole iPad e Bimbi? Ricerche di qua, ricerche di là affermano che stai provocando danni incredibili, saranno potenziali killer, a scuola non studieranno, avranno problemi di apprendimento, linguistici, non saranno mai dei geni...".

E quella santa doccia fatta al volo, al prezzo di lasciare Mattia in compagnia del tablet, diventa il mio incubo. 

Certo che ho fatto una ricerca sul web e ad essere onesta, ho trovato il caos, nulla di così convincente da farmi correre a bruciare l'ipad o da lasciarlo ai miei figli in tutta serenità.
Perché di fatto, per un articolo che demonizza l'uso di questi dispositivi, ne troverete subito un altro che, invece, afferma che in realtà non sono così nocivi. Che confusione! 

figlie che usano il tablet
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Educare i figli a dare il giusto significato alle parole

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Dare il giusto significato alle parole, si può fare fin da subito da quando i bambini iniziano a parlare.

Far capire ai bambini, ai ragazzi che ogni parola ha il suo significato e che talvolta quel significato può esser un'arma a doppio taglio che ferisce è il dovere di ogni genitore.

Sento spesso bambini dire cose pesanti ai genitori e la risposta di questi o è inesistente o il più delle volte è: "va bhe dai è un bambino!" e a dire la verità mi mordo la lingua e inorridisco.

Si inorridisco perché penso, anzi credo fermamente che fin da piccoli si debba insegnare ai propri figli che ogni parola ha un significato che non va dato per scontato e non va ignorato.

educare i figli


Quantità di tempo di qualità da passare con i nostri figli

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Di solito senti dire che è meglio la qualità di tempo che la quantità di tempo da dedicare ai nostri figli, ma sarà davvero così?

Le tante commissioni del giorno, i lunghi giorni di lavoro e un gran numero di cose da fare riempiono le nostre giornate e fanno in modo che il tempo possibile da condividere con i nostri bambini sia sempre meno. Questo sta diventando un grave problema sociale, dove i nostri piccoli vengono cresciuti dai loro nonni, altri familiari o da persone al di fuori della famiglia.

L'accompagnamento dei genitori nella crescita dei bambini è di vitale importanza, perché è ciò che contribuisce a formare degli esseri umani sani sia fisicamente che emotivamente.

I bambini che non ricevono sufficiente attenzione e tempo dai loro genitori, sono molto più propensi ad essere aggressivi, avere sentimenti di solitudine, insicurezza, noia, mancanza emozionale e scarso rendimento scolastico e anche una grande difficoltà nel ricevere e dare amore.

Quantità di tempo di qualità da passare con i figli
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A Carnevale si sà, ogni scherzo vale, perché allora rimanerci male?

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Il mio piccolo ometto ha una passione per l'uomo ragno.
Secondo me, a dirla tutta, non ha bene idea di chi sia, ma la zia questa estate gli ha regalato una piccola bambola che lo rappresenta e da allora, è diventato il suo super eroe. Ecco perché, l'altra mattina, dopo aver realizzato che era il primo martedì di carnevale, ho pensato che sarebbe stato bello portarlo a passeggiare vicino al mare, vestito da uomo ragno e munito di coriandoli, o triangoli come li chiama lui.
Stiamo vivendo una fase un pò difficile e quindi, questo mi pareva un ottimo modo per coccolarci e divertirci un po', ma soprattutto per regalargli l'esclusiva, visto che secondo me, è un momento in cui soffre un po' di più la presenza di sua sorella che, nonostante ora cammini e sia più simile a lui che a una neonata, continua a dormire nel letto di mamma e papà e prende ancora "la nenne".
Ho passato l'intera mattinata alla ricerca dei pezzi per assemblare il nostro personalissimo costume: da H&M per pochissimi euro, sono riuscita a trovare una mascherina e poi, da Prenatal una bella maglietta dell'uomo ragno appunto, dotata di un cappuccio.  Non solo, sono riuscita a rimediare due sacchetti enormi di coriandoli per nemmeno due euro. Insomma con poco meno di venti euro, ho pensato, avrei fatto davvero contento il mio Mattia.
Carnevale
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La scelta di adottare Apple

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Avevo tre anni quando ho detto per la prima volta: “Mamma da grande farò la dottoressa degli animali” o così mi è stato detto.
Ho sempre immaginato che l’amore per gli animali fosse innato. Quando sono rimasta incinta, dopo lo scombussolamento iniziale, ho cercato da subito di mettere a frutto le mie conoscenze: come la letteratura insegna, attraverso la pancia della mamma, i bambini possono ricevere i primi stimoli e così, quando tutte le mamme rilassate, in quel magico periodo chiamato “attesa”, si dilettano a far ascoltare ai loro pargoli dolci sinfonie di musica classica per rilassarli, io barcamenandomi tra libri e lezioni di educazione cinofila, immaginavo di impartirle nozioni di anatomia e il concetto, a me tanto caro, del rispetto verso gli animali. Del resto, crescendo con il dolce suono dell’abbaiare dei miei cani, zampate sulla panza o gatti che si apprestavano a massaggiarmi come se fossi una pagnotta da infornare, come poteva la creaturina che avevo in grembo, non essere coinvolta da questo mondo almeno quanto lo sono io?

Mi sbagliavo.



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