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Giochiamo con i libri

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Giochiamo con i libri: una benda e qualche libro e il divertimento è assicurato!

Ci sono pomeriggi in cui Carolina non sa che fare, e questo capita soprattutto quando non ha in programma nessuna attività pomeridiana. Si aggira per casa senza far nulla. Ah sì, qualcosa fa: ruote, capriole, verticali, rovesciate, passando dal lettone al divano.
“Carolina smettila, non sei in palestra. Se cadi, ti fai male”.
Qualche giorno fa, dopo l’ennesimo rimprovero non andato a buon fine, le ho proposto un gioco che avevo in mente già da un po’.
Giochiamo con i libri!
“Mamma ma i libri si leggono, mica si gioca con i libri!”
Senza spiegarle nulla, l’ho bendata, e già questa cosa l’ha incuriosita moltissimo; poi, dopo aver scelto tre libri dalla sua piccola biblioteca, le ho spiegato in che cosa consistesse il gioco:
“La mamma adesso aprirà a caso un libro. Ti leggerò una frase e tu dovrai indovinare il titolo. Poi dopo mi benderò io, tu sceglierai tre libri e farai lo stesso. Chi vincerà?”

Giochiamo con i libri


Le uova di Pasqua di Matisse

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Qualche tempo fa, mi sono imbattuta in un post molto interessante che trattava di arte e bambini. L’articolo proponeva un esercizio artistico basato sul libro Il giardino di Matisse (Edizioni del borgo – MoMa). E così, incuriosita da tutte quelle immagini colorate, mi sono recata presso la mia libreria di fiducia e l’ho acquistato.

Il libro è grande e, in copertina, c’è Matisse che fa capolino tra le sue strane forme. Con un paio di forbici e della carta, il famoso artista dà vita a cose straordinarie! Piccoli uccelli o pesci, grandi e colorate alghe.

Il giardino di Matisse

C'era una volta un re... 21 aprile 753 a.C.

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La storia romana

È iniziato aprile, finalmente! Lo spostamento dell'orario ci ha regalato un po' di sole e luce in più, e si comincia a sentire profumo di libertà nell'aria!
È anche il periodo delle piogge torrenziali che lavano l'aria, irrigano i campi e gonfiano i fiumi. Il Tevere, fiume grande ed a carattere torrentizio, era solito subire ondate di piena in questo periodo (prima della costruzione dei grandi muraglioni). Le sue acque, un tempo limpide, rompevano gli argini e allagavano le zone vicine, che si trasformavano in acquitrini.


Roma antica

Come insegnare la geografia in modo creativo ai bambini

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Quando ero alle scuole medie, durante le ore di geografia ricalcavo le cartine geografiche presenti sul libro per poi attaccarle sul mio quaderno. Fiumi, catene montuose, laghi. Per mia fortuna avevo un blocco intero di carta velina a mia disposizione poiché, non avendo la mano troppo ferma, facevo spesso dei piccoli disastri. 
Qualche giorno fa, Carolina e io stavamo sfogliando il libro MAPPE quando le ho proposto di ricalcare l’immagine dell’Italia per creare una sua personalissima mappa.i
Più che personale direi principesca o, se volete, FASHION; sì perché l’unica carta velina a nostra disposizione era sulle tinte del ROSA.
Prima di iniziare il lavoro vero e proprio, le ho introdotto il concetto di penisola spiegandole poi che ogni regione italiana ha un capoluogo che avremo, in un secondo momento, segnato sulla nostra mappa.
“Mamma, se vuoi possiamo usare le mie perline colorate per segnare i capoluoghi!“ E come dirle di no, visto il tanto entusiasmo.
Abbiamo preparato tutto l’occorrente e iniziato il lavoro.

Come insegnare la geografia in modo creativo ai bambini


Il Carnevale e l'arte per i bambini

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Quando avevo quattro anni, durante il periodo del Carnevale la mia mamma mi ha mascherata da Cappuccetto Rosso. Ho amato molto quel costume, curato in ogni particolare, mi donava.
Il Carnevale mi piaceva.
Ma nel crescere, con feste in maschera, sfilate di carri, coriandoli e stelle filanti, non ho mai avuto un gran bel rapporto con esso: troppo caos, ma soprattutto troppo freddo.
E così, la festa più briosa e colorata per eccellenza è finita nel dimenticatoio. Passava inosservata.

Poi è nata Carolina.
Per il suo primo Carnevale, ha indossato una tuta pelosa confezionata da una delle bisnonne. Ci stava comoda e calda. Era un simpaticissimo panda. Poi è cresciuta, e le tute AVVOLGENTI E COPRENTI, hanno lasciato posto a vestiti LEGGERI.

“Io il giubbotto non lo voglio perché altrimenti nessuno vedrà il mio vestito di Elsa”.
Combattere con tua figlia che non vuole indossare il piumino caldo in un pomeriggio freddo di febbraio, bè, non è proprio il massimo.
Il Carnevale continua a non piacermi.
Ma bando alle ciance.

In questo post, voglio raccontarvi di come Carolina abbia conosciuto il grande pittore PABLO PICASSO grazie al Carnevale.

carnevale


ALLA RICERCA DEI MOSTRI NEL PARCO DI BOMARZO

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Gita al Parco di Bomarzo nel Viterbese

Prendete una bella mattina di inizio primavera, quando l’aria è limpida, i prati risplendono di rugiada e sugli alberi iniziano a comparire le prime gemme…..si può restare a casa?
Se avete voglia di stare all’aria aperta ma desiderate fare anche una gita istruttiva e ricca di fascino, vi consiglio di dirigere i vostri passi verso Bomarzo, cittadina del Viterbese, posta nel Lazio nord-occidentale. Il centro storico vale sicuramente una bella passeggiata, con il suo nucleo medievale ed i bellissimi palazzi rinascimentali. Ma la nostra attenzione viene sicuramente catalizzata da un luogo “misterioso” posto nelle vicinanze: il SACRO BOSCO del Principe Pier Francesco Orsini.
Siamo intorno alla metà del 1500 e la moda dell’epoca consiste nel far realizzare intorno alle proprie residenze dei meravigliosi giardini (quello è il periodo di Villa d’Este con i suoi giardini, o di Villa Lante a Bagnaia). Il principe Orsini chiama l’architetto più in voga del momento, il visionario e fantasioso Pirro Ligorio, che nel 1552 progetta un parco pieno di figure mitologiche e architetture impossibili. Il parco si estende in un’area boscosa, ricca di salite e discese, quindi munitevi di scarpe adatte, zaini con acqua, forza, una buona macchina fotografica e…..partenza!

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Le sculture che adornano il parco sono realizzate in pietra, basalto o peperino, e sbucano all'improvviso tra la vegetazione, ampliando il senso di sorpresa e di mistero che suscitano. Noi ne esamineremo insieme qualcuna, ma nel parco ce ne sono più di 30, e si potrebbe quasi organizzare una caccia al mostro con i proprio bambini!
L'attrazione del parco è sicuramente una strana casa, che fa sinceramente anche un po' girare la testa, la famosa CASA PENDENTE! Realizzata in un unico grande blocco di peperino, sta forse ad indicare l'instabilità della vita. L'uomo costruisce strutture architettoniche grandiose, ma è poi la Natura o Dio che decide se tenerle in piedi o farle crollare......

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La statua che più ha impressionato il mio cucciolo è sicuramente il gruppo di ERCOLE E CACO.
Di enormi proporzioni, racconta uno dei miti preferiti dagli antichi romani: dice la leggenda che Ercole, di ritorno da una delle sue fatiche, e precisamente dal furto dei buoi sacri di Gerione, si sarebbe fermato in una valle vicino ad un fiume a riposare mentre gli animali pascolavano tranquilli. 
Durante il sonno di Ercole, il gigante Caco, ladro di bestiame che abitava su un colle vicino chiamato Palatino, scese a rubare i buoi sacri e li nascose in una caverna nei dintorni. Svegliatosi, Ercole si mise alla ricerca dei buoi, sempre più arrabbiato. Trovatoli, ingaggiò una lotta furiosa contro il gigante Caco e lo sconfisse mettendolo a testa in giù. Il mito, che qui ho semplificato per motivi di spazio, indica la vittoria della Ragione (Ercole) contro la parte istintiva e selvaggia di noi (Caco).

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La parte più divertente della passeggiata consiste nello "scoprire" nuovi mostri che si mostrano all'improvviso lungo il cammino.....anche le pietre del fiume si trasformano in animali mitologici. 

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L'intento del principe Orsini e di Pirro Ligorio fu quello di stupire il visitatore, facendolo divertire ma anche ragionare sulla precarietà ed imprevidibilità della vita.
Vi salutiamo con una frase incisa vicino al gruppo di Ercole e Caco, che racchiude una grande verità: 

PER PIU' NON POTER, FO QUANT IO POSSO.


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L'importante non è tanto il risultato che si raggiunge, ma fare sempre il meglio che possiamo!

Tanto altro si può vedere al parco, vi consiglierei di passarci un'intera giornata per girarvi ogni angolo con calma. Nell'area vi sono servizi igienici, una tavola calda e tutto quello che può servire a rendervi più gradevole il soggiorno!
Buona visita!
Ave et atque Vale! 

Visitare Ostia Antica con i bimbi: i primi passi nel mondo Romano

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OSTIA ANTICA: I PRIMI PASSI NEL MONDO ROMANO

Il luogo ideale per avvicinare bimbi grandi e piccoli alla scoperta del mondo antico è sicuramente il Parco Archeologico di Ostia Antica. Vicino Roma, facilmente raggiungibile con la macchina o con i mezzi pubblici. Questo sito coniuga il fascino dell’antichità con il piacere di stare all'aria aperta.

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Ostia Antica è piuttosto grande e ci vorrebbero giorni per gustarla con calma, per effettuare i vari percorsi tematici disponibili e visitarla tutta. Ai più piccoli, però, (ed anche alla maggior parte degli adulti, diciamo la verità) certi particolari non interessano, anzi annoiano decisamente.
Come fare per interessarli e far sì che si ricordino qualcosa di quello che hanno visto?
Il segreto sta tutto in quella che io chiamo “impersonificazione storica”. 
Cosa significa? Appena comincia la visita, inizia una specie di “gioco di ruolo”: tutti i partecipanti fanno finta di essere degli antichi romani giunti da lontano a trovare alcuni parenti che abitano ad Ostia Antica.
Torniamo indietro nel tempo alla scoperta non delle date, dei nomi altisonanti o delle guerre e vicende storiche. Torniamo indietro nel tempo compiendo i nostri primi passi alla ricerca degli usi e dei costumi dei Romani, scoprendo come vivevano, cosa mangiavano, dove andavano per divertirsi, come erano fatte le loro case e tantissime altre curiosità che raramente si trovano sui libri.

La prima tappa del nostro giro turistico è la NECROPOLI, il cimitero dove gli antichi seppellivano i loro cari defunti. La necropoli si trovava all’esterno della città, ed era organizzata proprio come una città, con strade perpendicolari e “casette” più o meno grandi; in nome necropoli significa infatti proprio “città dei morti”. L’ottimo stato di conservazione dell’area permette ai visitatori di entrare proprio dentro alcune di queste tombe, di vedere e toccare (sempre con rispetto, mi raccomando) gli altari dove venivano deposte le offerte, i loculi dove venivano deposte le urne cinerarie. A chi accompagna sta la capacità di far vivere questi muri, di spiegare le usanze in modo da mostrare quale sottile filo rosso ci lega in maniera indissolubile al nostro passato. Vi assicuro che i bambini rimangono affascinati e fanno molte domande, alcune delle quali davvero sorprendenti!

Camminando un poco si entra nella città dei vivi attraverso la Porta Romana, e si inizia a percorrere la strada principale di Ostia che era il Decumano Massimo. E qui si può utilizzare un’altra arma segreta, che è la “modernizzazione”. Chi accompagna deve fare riferimenti alla vita moderna, che possano aiutare i bimbi a comprendere quello che stanno vedendo. La classica frase è: “ Il decumano massimo era la strada più importante, sulla quale si trovavano botteghe, terme e il teatro….un po’ come la via principale della nostra città”. 

La visita prosegue con l’ingresso al Teatro, alle Terme, al Foro, e con altre numerose chicche davvero divertenti ed interessanti, come per esempio il Thermopolium (chiamato anche il FAST FOOD dell’antichità) o la lavanderia .

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Mi è qui impossibile raccontarvi tutto quello che di curioso e divertente ci sarebbe da vedere, mi ci vorrebbero pagine su pagine. Quel che mi interessa è farvi capire quante infinite possibilità di gioco culturale e di divertimento può offrire una gita del genere. I bimbi dai 4 anni in su imparano giocando, i più piccoli possono godersi il sole, l’aria aperta, i fiori e i vasti prati che l’area archeologica mette a disposizione dei suoi visitatori.
Sta a noi genitori o agli accompagnatori il compito di “studiare la lezione” in anticipo. Non c’è nulla di più deleterio per l’attenzione dei bambini che vedere coloro che dovrebbero guidarli spersi e senza risposta alle loro domande.

Volete fare una gita istruttiva e divertente con i vostri figli?

1) Studiate ed informatevi almeno un poco su quello che state per andare a vedere insieme (o prendete una guida se preferite avere un servizio già  pronto);
2)   Fate insieme il gioco dell’"impersonificazione storica";
3)   Cercate di “modernizzare” il più possibile.

Dopo tutta questa “fatica”, sapete qual è la soddisfazione più grande? Sentir dire da un bimbo di 10 anni che se la storia si studiasse sempre così, sarebbe la sua materia preferita!

Se a qualcuno fosse venuta voglia di organizzare una gita, potete trovare qui tutte le informazioni utili www.ostiaantica.beniculturali.it oppure potete contattare marsupialinviaggio@gmail.com per una visita bimbo-compatibile personalizzata! 
Buon Viaggio a tutti, o come direbbero gli antichi romani AVE ET ATQUE VALE (Salute e statemi bene!)

Mamma aiuta Mamma