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Le tradizioni delle feste nel resto del mondo

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Le tradizioni delle feste nel resto del mondo: dal Natale all'Epifania

Mentre alcuni paesi dell'America Latina attendono con ansia l'inizio delle celebrazioni del Natale con la vigilia di Natale (24 dicembre) altri iniziano  i preparativi di questo tempo speciale quasi due settimane prima del solito.

In Messico, ad esempio, il periodo natalizio inizia nove giorni prima con “Las Posadas”. Il 16 dicembre, i messicani rappresentano il pellegrinaggio di santa Maria in cerca di una locanda dove può dare alla luce suo figlio, Gesù.

A Panama, sono organizzati concorsi a Natale per premiare le migliori decorazioni nelle strade e nei quartieri, dal momento che gli ornamenti svolgono un ruolo importante nello spirito natalizio in questo paese, come in Costa Rica.

Nel sud del continente americano, le celebrazioni sono concentrate il 24 dicembre, vigilia di Natale e il 25 dicembre, Natale.
Il 24 dicembre si celebra con una cena in famiglia. Una festa che, in molte occasioni, si conclude con la messa di mezzanotte.
Eventi familiari sono estesi fino al giorno successivo, quando le famiglie ricevono i loro regali di Natale, mentre le case e le strade sono piene di canti popolari.



Le tradizioni delle feste nel resto del mondo
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CALZE DELLA BEFANA... ALTERNATIVE!

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Ciao a tutte carissime Befane  (ehm... volevo dire carissime MAM 😉)
Siamo pronte per la festa dell'Epifania che "tutte le feste si porta via" e che, aggiungo io, "è la festa con più dolcetti che ci sia"?
Tra pochi giorni non possono mancare le classiche Calze della Befana appese in giro per casa in attesa che la cara "nonnina" le riempia di dolcetti di ogni tipo!
E a proposito di calze della Befana, quest'anno ho pensato a delle calze... alternative!!!

davanti piane


LA LEGGENDA DELLA BEFANA

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Sulla Befana sono state scritte tante favole, storie, filastrocche...
In questi giorni mi è capitato di leggere una leggenda  che non conoscevo su questa famosissima vecchietta ed è proprio questa che vi voglio proporre oggi care MAM!


Alla notizia della nascita di Gesù Bambino in tanti si misero in marcia per andare a Betlemme. Erano pastori, umili contadini… e portavano in dono ciò che avevano: chi un agnello, chi una forma di formaggio di pecora, chi un piccolo sacco di grano, chi un pane appena sfornato nel forno di casa.
Dall’oriente anche tre re, i Magi, si misero in viaggio a dorso di cammello per andare a rendere omaggio a colui che riconoscevano essere superiore perfino a loro stessi, al loro prestigio e al loro potere. Erano tre uomini giusti. Portavano in dono: l’oro, l’incenso e la mirra.
Il viaggio era lungo, faticoso e non privo di pericoli, ma venne loro un aiuto divino: una stella cometa che indicava la strada da percorrere.
Fonte
Lungo il cammino anche altre persone chiedevano di accodarsi e di accompagnarli nel viaggio: alcuni seguivano a piedi, altri a dorso d’asino, ma tutti erano carichi di ciò che potevano donare. Ad ogni villaggio, ad ogni capanna isolata la domanda era sempre la stessa: -“Dove andate, o potenti re?” ed essi rispondevano: -“Andiamo a vedere il Messia e a rendergli omaggio; vuoi venire con noi?”. 
E così il corteo aumentava.
Naturalmente non tutti seguivano il corteo: c’erano coloro che non credevano, coloro che erano indecisi, coloro che erano troppo pigri per intraprendere quel viaggio lungo e faticoso. 
Giunti a circa metà del loro lungo viaggio, i tre re e il loro corteo giunsero in un piccolo villaggio. Qui, in una misera casupola isolata, viveva una vecchina di nome Befana; al vedere quel passaggio di gente guidata da quegli uomini imponenti sui cammelli, anche Befana uscì dalla sua casa e si fece incontro ai tre Magi: -“Scusate o potenti signori, potrei sapere dove va questo vostro corteo? Sapete, qui non succede mai nulla e non si sa mai nulla”.

Fonte
Con infinita pazienza e con dolcezza Melchiorre rispose: - ”La profezia sta per avverarsi: sta per nascere il Messia, colui che ci salverà dal male e noi e tutta questa gente stiamo andando ad assistere a questo momento storico, il più importante per gli uomini giusti e di buona volontà. Vuoi unirti a noi? La cometa nel cielo ci guida di giorno e di notte e poi siamo in tanti e i predoni del deserto non oseranno attaccarci”.
La vecchia ci pensò un poco, scuotendo la testa, poi rispose: -“No, grandi signori, sono vecchia, ho paura di non avere più le forze per un viaggio così lungo, e poi ho il pane e i biscotti nel forno... devo terminare di fare i biscotti!"
"Comprendiamo le tue ragioni”. 
Ciò detto ripresero il viaggio, seguiti dal loro corteo.
Befana rimase sola, col comignolo del forno che fumava e i suoi pani e biscotti che lievitavano e si doravano. Non passò molto tempo che la donna si accorse di essere rimasta sola nel villaggio: tutti, uomini, donne e bambini, avevano seguito il corteo dei tre re. Si rese anche conto che era vecchia, che aveva vissuto una vita sciatta, senza affetti, senza slanci e novità ed ora che le si presentava l’ultima occasione di darle un senso, aveva gettato l’opportunità per...  fare i biscotti!
Corse in casa, in fretta raccolse in un sacco i suoi pani, i suoi biscotti e poche altre cose, legò il sacco ad una scopa da trascinarsi dietro, visto che questo pesava troppo per portarlo in spalla, e si mise in cammino. 

Fonte
Ormai, però, non si vedeva più né il corteo dei Magi, né la stella che li guidava. Sapeva vagamente verso quale direzione viaggiavano ma nel deserto, dove tutto è uguale, è facile perdersi e perdere l’orientamento.
Così, ogni volta che vedeva un camino fumare, bussava alla porta e, offrendo in cambio i suoi dolciumi, chiedeva informazioni sul corteo, se fosse passato di lì e che direzione avesse preso. Più volte s’accorse di avere sbagliato strada, di essersi perduta, allora chiedeva ospitalità presso qualche casa e faceva nuovi biscotti da offrire in cambio di ospitalità e informazioni.
Passarono i giorni ed oramai il Messia era nato, i Magi erano giunti a lui, avevano posato ai piedi della sua culla i loro preziosi doni, mischiati a quelli più semplici ma altrettanto preziosi di tutti gli altri fedeli.
La vecchia Befana girava ancora per i villaggi, regalava biscotti, ne infornava altri, chiedeva informazioni, ma oramai la gente non ricordava più, la cometa era sparita verso altri mondi, altre stelle e galassie, ma la donna non si arrese mai…
E così da allora, ogni anno, la sera dell’Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù, lo cerca in ogni casa ed entra in ogni casa dove c’è un bambino, nella speranza che quel bambino sia Gesù e ad ogni bambino buono si ferma per lasciare dei dolcetti!
Fonte

La Befana nell'Epifania

4 commenti
Immagine presa da donna.nanopress.it
Vi siete mai chiesti il perché della Befana nel giorno dell'Epifania, giorno dell'apparizione della Divinità?
Beh... Befana è la corruzione lessicale proprio di Epifania, a cui si arriva passando per pifanìa, bifanìa e befanìa, e prima dell'avvento del caro Babbo Natale era solo lei a portare i doni ai più piccoli.
Come molte altre nostre tradizioni, anche la Befana arriva dai rituali connessi con l'agricoltura:
tempo addietro infatti si celebrava la morte e la rinascita della Natura la dodicesima notte dopo il solstizio d'inverno.
La notte tra il 5 e il 6 gennaio Madre Natura - stanca per aver donato per un intero anno - appariva nelle vesti di una vecchia e buona strega che solcava i cieli con la sua scopa, pronta ad essere bruciata per poter rinascere dalle ceneri (da qui l'odierna usanza di bruciare il fantoccio nelle piazze nel giorno di Epifania).
Sembra che la Befana coincida con la rappresentazione del vecchio anno che lascia spazio al nuovo periodo di fecondità e si narra che prima di perire fosse solita portare doni e dolci a tutti i bambini buoni, così da piantare i semi che sarebbero nati nel corso dell'anno, mentre ai bambini cattivi lasciava solo il carbone, simbolo delle loro malefatte nell'anno appena trascorso.

La Befana moderna viene raffigurata come una vecchia brutta e gobba, vestita con un lungo gonnellone scuro pieno di toppe, scarpe rotte, un grande scialle e un cappellaccio, il tutto adornato da una simpatica scopa di saggina.
Molte leggende ruotano intorno alla figura della Befana, una di queste la vede legata ai Re Magi:
non riuscendo a trovare la strada, i Re Magi in cammino per portare i loro doni a Gesù, chiesero informazioni a una vecchina che tuttavia non volle accompagnarli. Una volta pentitasi la vecchina uscì con un cesto pieno di dolci ma non riuscì a ritrovare i tre Re Magi, così si fermò ad ogni casa per donare i suoi dolcetti nella speranza che uno di quei bambini fosse proprio Gesù. Da allora vagherebbe per il mondo portando regali a tutti i bimbi per farsi perdonare.

La Befana è una figura che incuriosisce molto i bambini, intorno a lei fiabe, racconti e filastrocche; quando ero bambina io mi fu insegnata questa filastrocca, che sto passando ai miei figli, ma so che ne esistono davvero molte versioni.

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il vestito alla romana
viva viva la Befana!

E arriviamo alla calza, perché proprio la calza?
No, non voglio dirvelo io, preferisco leggiate la stupenda fiaba di Giampaolo Perugini cliccando qui.
Non mi resta che augurarvi Buona Epifania! E divertitevi che l'Epifania tutte le feste si porta via.

Mammanontiarrabbiare
Mamma aiuta Mamma