Lo chiamano “lavoro agile” e forse perché si fa da casa, forse perché mancano gli sguardi dei colleghi e dei superiori ci si adagia un po' in tutti i sensi. Alla sera però per la colonna vertebrale lo smart working è tutt’altro che agile: ci si sposta un po' dal tavolo della cucina al divano e poi se ne pagano le conseguenze! Ti è già successo? E magari ancora ne stai pagando le conseguenze?
Durante il primo lockdown e nuovamente in questi ultimi giorni, una grossa fetta della popolazione si è ritrovata a lavorare su tavoli e sedie inadatte, addirittura in "setting" casalinghi ristretti come i monolocali, quindi non utilizzando né sedie ergonomiche alla giusta altezza né una scrivania adatta che consenta di lavorare con i dovuti spazi. Adoperare sedute improvvisate per l’utilizzo dei dispositivi che consentono di lavorare fuori dall’ufficio, pc, tablet, smartphone, può essere dannoso per la salute e scatenare quel fastidioso mal di schiena, che è considerato il male del secolo.
